La prima settimana di “Giocateatro”

Irene e Filippo, i due insegnanti che si sono occupati della prima settimana di “Giocateatro”, il Summer Camp dedicato ai bambini più piccoli, ci raccontano com’è andata.

 

Durante la prima settimana di Giocateatro abbiamo scelto di affrontare con i nostri bambini l’Odissea, giocando tutti insieme con le straordinarie atmosfere del meraviglioso viaggio di Ulisse: abbiamo conosciuto Polifemo, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Calipso, Penelope, Argo e molti altri personaggi!

Tutti i bambini, dai 5 ai 9 anni, hanno partecipato con entusiasmo e creatività, immaginando loro stessi le diverse scene e i dialoghi, mentre noi li abbiamo accompagnati aiutandoli e sostenendo le loro proposte, lasciando libero spazio a tutte le loro idee. Fondamentale per noi era guidarli in un lavoro collettivo, respirando tutti insieme l’importanza della collaborazione e della cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo comune: divertirsi al massimo e vedere realizzarsi il nostro piccolo, grande, progetto settimanale! I bambini hanno lavorato insieme nel migliore dei modi, i più piccoli di fianco ai più grandi.

Oltre al lavoro sulle scene ogni mattina abbiamo giocato, rilassandoci e stimolando la nostra immaginazione, attraverso diversi esercizi teatrali appositamente pensati per i bambini.

Abbiamo scoperto nei nostri piedi, nelle nostre mani, nella musica, nel silenzio e nelle parole gli strumenti più belli con cui giocare e imparare.

Irene e Filippo.

Il potere che ha il teatro sui nostri figli

Ci permettiamo di pubblicare le parole del papà di nostre due piccole allieve, che hanno cominciato frequentando i nostri Summer Camp e hanno poi continuato con i corsi che si svolgono da Settembre a Giugno.

A volte capita che la fortuna faccia scelte che ci coinvolgono. In questo caso la sorte ha voluto che Vittorio Veneto diventasse la sede dell’Accademia Teatrale Da Ponte.

Sono state le mie due figlie a conoscere per prime la scuola di teatro vittoriese, partecipando nell’estate 2015 al laboratorio Giocateatro, il camp teatrale estivo per bambini. Una bella esperienza, un amore a prima vista. Poi, anche noi genitori, abbiamo iniziato a conoscere ed apprezzare gli spettacoli messi in scena sul magico palco posizionato nel piccolo parco dell’Accademia, scoprendo un mondo molto interessante.

E così, quando le nostre figlie ci hanno chiesto di frequentare i corsi, che si svolgono nel corso del periodo scolastico, non abbiamo esitato, perché il teatro può essere una scuola di vita che insegna più di quello che a prima vista possiamo immaginare.

Non c’è mai stata una volta che le nostre ragazze non siano andate volentieri a seguire i corsi e devo ammettere che i risultati sono andati oltre le mie aspettative.

Non parlo dell’emozione nel vedere i saggi di fine anno perché sarebbero parole scontate ma il livello raggiunto in termini di sicurezza e di approccio alla vita è una cosa che riempie il cuore.

A prescindere  da cosa faranno da grandi.

Massimo

 

Servillo e Louis Jouvet

Gira in rete in questi giorni una bellissima intervista a Toni Servillo che parla dello spettacolo “Elvira”, in cui viene rappresentato il diario di lavoro in cui Brigitte Jaques trascrisse le “Sette lezioni sulla seconda scena di Elvira nel Don Giovanni di Molière” da parte di Louis Jouvet.

Un’intervista, quella di Servillo, che evidenzia in molti passaggi un approccio al teatro e alla didattica teatrale che molti nostri allievi troveranno estremamente familiari, e che può dare un quadro chiaro del nostro modo di fare e soprattutto insegnare teatro, qui in accademia.

Buona visione (Link diretto all’intervista >> Servillo a Presa Diretta)

L’Accademia e il conservatorio

Per il saggio finale del corso di composizione, 4 allievi del triennio accademico 2016/2019 hanno dato il loro contributo recitando alcune parti inserite nel contesto dello spettacolo organizzato dal conservatorio Benedetto Marcello, per la regia di Alvise Zamboni.

Un bel test di prova per i nostri ragazzi (Claudia Sferrazza, Chiara Pitacco, Mathias Eccher e Mattia Zavarise) e un altro tassello per noi, che si inserisce nella nostra filosofia del “fare rete”, di collaborare cioè con le realtà artistiche, culturali ed economiche del nostro territorio.

Un ringraziamento particolare va al maestro Corrado Pasquotti per aver pensato a noi, richiedendo la nostra collaborazione, ma sopratutto un grazie ai 4 allievi che si sono messi in gioco in modo straordinario.

Bambini nella vita, grandi attori sul palco!

Si sono conclusi gli spettacoli di fine corso dei nostri percorsi dedicati ai più piccoli: Primi Passi (1º anno) e Primi Passi (2º anno). Quest’ultimo dall’anno prossimo si chiamerà semplicemente “Playground”, lasciando il nome Primi Passi solo ai piccoli del primo anno. 

I due spettacoli andati in scena, rispettivamente “Una locanda piena di errori” e “Una locanda piena di avventure”, hanno dimostrato tutto il loro entusiasmo e soprattutto il grande impegno, regalando grandi soddisfazioni ai genitori che hanno deciso di investire nella crescita dei propri figli nell’ambito di un percorso teatrale, delle bravissime insegnanti Irene Cutifani e Francesca Marcolina, che hanno confermato ancora una volta il loro amore per i piccoli allievi e grandissima padronanza nella gestione delle prove e del testo, e di tutta l’Accademia Lorenzo Da Ponte. 

Siamo sempre molto felici quando teatro e bambini si incontrano in questo modo: è qualcosa di più di un semplice “saggio”. È vita stessa. 

Storia di un titolo

Qualche tempo fa ho cominciato a pensare ad un testo teatrale nuovo, dopo moltissimo tempo. Quello che avevo in mente era un testo che mescolasse narrazione a scene vere e proprie: nessuna novità, sia chiaro, ma qualche anno fa sono rimasto folgorato da uno spettacolo di Cesar Brie e ho deciso che anch’io avrei dovuto fare una cosa del genere. Ma non volevo raccontare un fatto di cronaca (come nel caso dello spettacolo di Brie) oppure di qualche avvenimento importante della nostra storia recente. Non sono capace di raccontare qualcosa rimanendo obiettivo.

Volevo invece raccontare la storia di una persona qualsiasi, un signor nessuno, che deve fare i conti con un dono / maledizione che ne condiziona le scelte e il destino (non vi anticipo nulla, lo scoprirete il 22 Luglio quando il testo sarà messo in scena dagli allievi del primo anno del triennio accademico 2016/2019).

Racconta le nostre infanzie, le nostre paure, le nostre piccole gioie, i grandi progetti. E di come tutto questo può venire spazzato via in un attimo, perché questa è la vita. Ed è proprio per questo che si fanno progetti, si cercano le piccole gioie, pur sapendo che dovremo fare i conti con le nostre paure e con i ricordi della nostra infanzia: più cose ci sono, più difficile sarà che vengano spazzate via in un attimo.

Il titolo era “Storia del signor G”. Quel “G” aveva per me un significato particolare, molto particolare. Ma recentemente questo titolo ha cominciato a causare fraintendimenti: “una storia su Giorgio Gaber?”. Porca miseria, non ci avevo pensato. Potevo continuare a dire a voce alta che quel “G” per me significava qualcos’altro, ma avrei dovuto parlare di me, della mia vita, e non mi andava. E poi: era così importante per me lasciare quella “G” in nome di un diritto drammaturgico/artistico? Chi se ne frega, ho pensato. Io so cosa c’è dietro, ma è e deve rimanere una cosa mia. Al pubblico deve arrivare qualcosa che appartiene e apparterrà a loro, non è certo una lettera che fa la differenza.

Ecco il nuovo titolo quindi: “Storia del signor B.”. Dice uno: “Parla di Berlusconi?”. Ma porc… perché non ragiono 5 minuti in più prima di sparare lettere a caso? Ok, il nuovo titolo sarà “Storia del signor T.”. “Quello dell’A-Team?”. Il mio odio comincia a farsi denso.

In breve: il nuovo titolo è “Storia del signor P.”, dove quella “P” rappresenta un Pinco Pallino qualsiasi, un John Doe, come direbbero gli anglosassoni.

Vi presento quindi “Storia del signor P.” che nacque durante il veglione di fine anno del 31 Dicembre 1899.

 

Edoardo Fainello

Sarà un Romeo e Giulietta come non l’avete mai visto. 

Proseguono a ritmo serrato le prove del nostro Romeo e Giulietta che debutterà il 1 settembre. Oggi abbiamo lavorato sulla scena finale, che ci piacerebbe fosse completamente diversa da come vi aspettate.

Tutto lo spettacolo si basa sul principio del ritmo, della forza e soprattutto delle risate che la prima parte ci regala, per lasciare poi lo spazio alla violenza senza fine che ci accompagnerà fino alla conclusione.

Ricordatevi: il 1 settembre vi aspettiamo!